Michela Rosco

“E poi a me piace vedere la gente che mangia, ascoltarne il rumore… il croccante sotto i denti: è piacevole, è musica.”

Cresciuta con il bisogno di essere indipendente, attraverso le regole ho organizzato tutta la mia vita.
Avevo 23 anni quando Sergio mi ha chiesto di condurre la sala e di essere Sommelier per Il Patio.
La costante della mia vita sono sempre stati gli odori. Memorizzare profumi, chiudere gli occhi per annusare l’aria.
L’odore è qualcosa che hai in memoria, un viaggio mentale: anche se non lo riconosci, hai quel cassetto che ti riporta direttamente ad un ricordo.
Per questo annuso un vino e mi si aprono cassetti nella testa.

Se fossi una bottiglia di bianco?
Un perlage sottile, bollicine costanti. Dorato, brillante, con sentori di crosta di pane. Un vino complesso, pieno, che lascia però la bocca pulita. Fine ed equilibrato.

Il Gusto

Il gusto è memoria.
Un insieme di sensazioni emozionali che mi fanno viaggiare con la mente, smuovendo una serie di corde interiori spesso legate all’infanzia.

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